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Desiderata conversione

commento di Lc 9,22-25, a cura di Leonardo Angius SJ

Foto di wirestock su Freepik

Tutto mi dice di convertirmi, tutto mi canta la necessità di santificarmi, tutto mi ripete e mi urla che, se un bene che io desidero non si verifica è solo per mia colpa, per mia grandissima colpa e devo sbrigarmi a convertirmi.

Charles de Foucauld

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 9,22-25)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».


Mi lascio ispirare

Iniziare, dopo il mercoledì delle Ceneri, il cammino della Quaresima con questa immagine è un modo piuttosto incisivo di chiarire quale è il sentiero che porta alla Pasqua: la Croce. È lo stesso che fa Gesù con i discepoli per aprire la loro comprensione su cosa significa che lui è il Figlio dell’uomo: il suo cammino passerà per il rifiuto, la sofferenza e la morte. Così si rivelerà la sua Gloria.

Ma se quello di Gesù non è un cammino in discesa, non lo sarà nemmeno quello dei discepoli e di quelli che lo seguono. Gesù glielo ricorda a mo’ di avviso ai naviganti: preparatevi perché così “deve” essere. E quale sia il vantaggio di tutto ciò, non gli sarà chiaro nemmeno al momento della prova. D’altronde a chi è chiaro il vantaggio personale del «Convertiti e credi al Vangelo», se non quando assapora il gusto di una conversione che non ha meritato, ma forse solo desiderato?

C’è un costo da pagare nel convertirci, ossia nel diventare ciò per cui siamo stati creati e chiamati a essere. È fidarsi del fatto che ciò che noi pensiamo di poter sperare e offrire è poca cosa rispetto a ciò che il Padre ha pensato per noi. A noi la scelta, ogni giorno, di seguirlo e di fidarci della sua Parola o di restare con le nostre “certezze”.

Leonardo Angius SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Con quali speranze o fatiche comincio il cammino di Quaresima?

Cosa mi aiuta a sentire il desiderio di seguire Gesù guardando alla salita e alla Croce che lo attende?

Quali sfiducie e scetticismi su di me, sugli altri, sulla Chiesa, sul mondo posso chiedere di convertire?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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