
Foto di Mohamed elamine M'siouri su Pexels -
Basta guardare qualcuno in faccia un po' di più, per avere la sensazione alla fine di guardarti in uno specchio.
Paul Auster
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 6,1-6.16-18)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà»
Mi lascio ispirare
L’elemosina, la preghiera e il digiuno definiscono la nostra esistenza e in particolare il nostro rapporto con gli altri, con Dio e con le cose. Si tratta di scegliere se fare qualcosa per autocompiacersi, avere riconoscimenti dagli altri uomini oppure lasciare che il Signore ci guardi e ci ami per quello che siamo gratuitamente. Spesso passiamo la vita in funzione dello sguardo degli altri, quasi che chi non è visto non può esistere, siamo bisognosi di riconoscimento.
Questo di per sé mi sembra essere naturale, un bisogno necessario dell’uomo. Ma non ci aiuta sempre. Se facciamo qualcosa solo per compiacere noi stessi o gli altri che ci guardano facilmente possiamo cadere nell’autoidolatria; o, peggio, rimanere schiavi del giudizio degli altri e di voler dare sempre un’immagine positiva di noi stessi.
Il Vangelo ci invita invece a vivere tutto questo sotto lo sguardo di Dio, che ci ama così per come siamo e ci vuole felici; guardando a lui ritroviamo una paternità che ci riporta a noi stessi, come figli. Il suo sguardo è sempre dove è il suo tesoro: siamo noi il suo tesoro. Quando sperimentiamo la libertà in quello che facciamo, nel rapporto con Dio e con le cose allora ritroviamo il nostro vero io, la nostra vera natura di uomini e donne amati. Allora sarà più semplice trovare Dio nello sguardo dell’altro, nelle cose che faccio e nella preghiera che mi mette in contatto con la mia intimità e con il Signore.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Cosa mi rende felice della mia preghiera e del rapporto con il Signore?
Cosa mi aiuta a vivere con sobrietà la mia vita?
In quali occasioni mi sento amato/a dal Signore?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
18
Febbraio
2026
Trovarsi nello sguardo
commento di Mt 6,1-6.16-18, a cura di Alessandro Di Mauro SJ