
Foto di Vaishakh pillai su Unsplash -
La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Franco Battiato, Inneres Auge
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mc 8,11-13)
In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.
Mi lascio ispirare
Ormai è una specie di ostinazione da parte dei farisei: chiedere a Gesù un segno per metterlo alla prova. Ormai li ha così incalzati e messi in crisi sulle loro aspettative messianiche, che, invece di interrogarsi e accogliere la novità di Gesù, si trincerano sulle richieste. Ovviamente per sperare di dimostrare che questo “fenomeno Gesù” è tutto un equivoco.
Ma Gesù non sta a questa modalità di relazione. E lo dice chiaramente: «nessun segno». Anche perché, in verità, il segno è lui, la sua presenza che ha autorità e che risana, che ridona vita e speranza, il suo sguardo di misericordia che sa prendersi cura di tutte le fragilità umane, il suo desiderio di portare a vivere un rapporto con Dio che non sia legalistico o schiavizzante. Proprio uno stile, e quindi segno, di una possibilità liberante di rapporto col Signore, che attraverso di lui, Gesù, si fa vicinanza all’umanità.
Un Dio che non è più “al di là” nei cieli, ma è presente qui, ora, nella proclamazione del Suo regno, nella ricerca di tutto ciò che è perduto. La novità, fra le altre, è proprio questa: non l’uomo religioso che sale a Dio, ma Dio stesso che in Gesù scende in mezzo all’umanità per salvarla definitivamente.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Quando hai tentato di “mettere alla prova Dio”?
Quale modalità di relazione ti fa sentire libero?
Cosa ti aiuta a sentire vicino questo Dio che scende?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
16
Febbraio
2026
Un Dio che scende
commento di Mc 8,11-13, a cura di Lino Dan SJ