
Foto di miapowterr da Pixabay -
There’s a warmth in the eyes and a clearness of thought
when the deepest of sighs and the frankest of shadows are gone,
we’re pushing a stone up a mountainous waste.
C’è calore negli occhi e chiarezza di pensiero
quando i sospiri più profondi e le ombre più sincere sono scomparsi,
stiamo spingendo una pietra su una montagna di rifiuti.
Gangs of youths, The Deepest Sighs, The Frankest Shadows
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mc 7,14-23)
In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
Mi lascio ispirare
Sempre Gesù chiama a sé, e ci chiede di fare due cose: ascoltare e comprendere, per poi agire nella libertà. Queste azioni in sequenza però, non sono immediate. L’ascolto infatti passa dalle orecchie, dalla mente, dal cuore, ci richiede il coraggio della verità… e a volte è faticoso. Così capita di non capire, evitando lo sforzo di andare fin giù e chissà cosa scoprire di sé stessi, proprio come è capitato ai discepoli.
I compagni di Gesù dicono di non comprendere perché la colpa del male dipenda dall’interno, piuttosto che dall’esterno, cioè da persone, cose ed eventi esterni. Ma Gesù è molto chiaro: un cuore limpido, nella verità, porterà ad azioni, scelte, comportamenti liberi; diversamente tutto è sporco, sia le parole, sia i pensieri, sia le azioni che ne derivano. È il cuore il motore delle cose: se esso è ingombro di pensieri negativi, attaccamenti disordinati, paure, e tanto altro che ingabbia e macchia la nostra vita, ingarbugliandola, rendendola affannosa e lamentosa, allora rimarremo ripiegati su noi stessi. Ma l’amore di Gesù ci dà la possibilità di uscire dalla nostra stessa gabbia. Quale bella notizia per noi!
La sua parola vivificante ci porta a riconoscere che nell’ascolto profondo del cuore c’è il luogo privilegiato dove si gioca la nostra libertà. Solo ascoltandolo veramente, scendendo nelle profondità del suo abisso potremmo fare verità, ripulirlo da ciò che lo sporca, ciò che ci toglie luce e ci sottrae alla nostra verità di figli amati. Scendere in profondità costa fatica, ma ricordiamoci che è un cammino che non facciamo soli, se lo vogliamo: Gesù non ci lascia scendere da soli nelle profondità di noi stessi e ci chiama col suo amore a purificare tutto della nostra vita, le scelte di ogni giorno e quelle fondanti, in nome della libertà che il Padre ci ha dato.
Non avere paura di ascoltare il tuo cuore, Gesù scende lì con te, per la tua vita in abbondanza!
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Che tipo di ascolto riservo al mio cuore?
Quale scelta, parola, gesto espresso, ha riflettuto luce e quale invece una parte falsa di me?
In quali occasioni ho sperimentato la piena libertà?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
11
Febbraio
2026
Il motore di tutte le cose
commento di Mc 7,14-23, a cura di Ilaria De Lillo