
Foto di David Alberto Carmona Coto su Pexels -
Ma la primavera tornerà
nei nostri poveri cuori avviliti e ammalati
e li guarirà.
Carmen Consoli, E forse un giorno
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mc 2,1-12)
Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».
Mi lascio ispirare
Siamo agli inizi della predicazione di Gesù, dove egli è cercato, desiderato, ascoltato. La sua parola, lo sappiamo già da quanto avvenuto in precedenza, ha autorevolezza, è una parola che mette in luce ciò che abita i cuori delle persone. E che con chiarezza mette in crisi.
Qui lo osserviamo con lo sguardo stupito verso quei quattro portatori, che fanno di tutto per poter portare a lui un paralitico: uno sguardo che sa riconoscere la fede di costoro che glielo mettono davanti. Ma, con una certa sorpresa da parte nostra, Gesù non si rivolge a loro, bensì al paralitico stesso, con parole di perdono dei peccati.
Apriti cielo! Gesù ha toccato uno dei tasti “delicati” degli scribi là presenti: “solo Dio può perdonare i peccati!” pensano in cuor loro. Ed è proprio così. Ma per convincerli che Gesù è veritiero compie anche il gesto di guarigione del paralitico; il gesto che fa dire ai presenti: «non abbiamo mai visto nulla di simile!».
Sì, perché qui è finalmente presente quella potenza e presenza di Dio che non solo sa guardare al cuore degli uomini, ma sa anche liberarli dalle loro paure, dai loro peccati, sa donare loro una novità di vita e di speranza che forse neppure si osava chiedere. Il paralitico non chiede nulla, e ottiene tutto. È questo veramente il dono di Dio che in Gesù si fa vicino, presente, a tutti gli uomini che lo cercano e che lo desiderano.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Quando il Vangelo ti ha messo in crisi?
Cosa offri al Signore, perché ti venga perdonato?
Da quale paura hai bisogno di essere liberato?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
15
Gennaio
2026
Inattesa novità di vita
commento di Mc 2,1-12, a cura di Lino Dan SJ