
Foto di Elijah Crouch su Unsplash -
You hear us coming, Lord?
You hear us call?
Ci senti arrivare, Signore?
Ci senti chiamare?
U2, One
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mc 1,40-45)
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Mi lascio ispirare
C’è il coraggio di chiedere aiuto anche quando non ci sentiamo degni di riceverlo. Di uscire dall’isolamento che la Legge, nella malattia, richiede, o in cui ci si nasconde. La lebbra deforma i volti, fa marcire le carni, rende insensibili al dolore, al calore, al tatto, a causa dei danni che provoca ai nervi periferici.
Cosa dev’essere stato, allora, il tocco di Cristo per il lebbroso? Un tocco senza disgusto o timore, che restituisce dignità e umanità. E d’improvviso il poter sentire di nuovo tutto. Con le carni in pezzi, esposte, l’uomo nuovo avrà sentito dolore nel rinascere? Quel dolore che serve, che fa prendere consapevolezza che qualcosa non va, che ci permette di reagire, che protegge. Il sentire offre una possibilità di guarigione, che purifica. E puro vuol dire “non diviso”.
È sentirti, è il tuo tocco che ricompone i pezzi. Gesù, tu sei l’amore disposto a rimetterci, a contaminarsi, pur di prendere su di sé tutte le impurità. Che accetta l’esclusione, l’emarginazione dalla comunità, pur di prendere il nostro posto fuori dalla vita. Saltano regole e prescrizioni. L’offerta della croce prenderà il posto del sacrificio di ringraziamento dovuto. A noi resta la testimonianza folle e appassionata di un’anima-corpo libera. Arriva fino a noi la memoria di questo tocco, come se la tua mano tesa potesse toccare nella Parola anche noi. Devono aver creduto in molti che fosse possibile guarire così, per venire poi da ogni parte a chiedere di te.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Dove fai più fatica a permettere alle persone di raggiungerti?
In che parte del corpo si fa sentire il tuo dolore?
Che rapporto hai con le carezze, anche quelle emotive?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
15
Gennaio
2026
SentirTi
commento di Mc 1,40-45, a cura di Caterina Bruno