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Una pace futura potrà esser veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso – se ogni uomo si sarà liberato dall’odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà superato quest’odio e l’avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore se non è chiedere troppo.
Etty Hillesum
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 3,13-17)
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Mi lascio ispirare
Il Padre ha posto il suo compiacimento nel Figlio che si fa umile, che si fa battezzare al Giordano insieme a tutti gli altri, primo tra molti figli, umano tra gli umani.
Anche Giovanni è sconvolto da ciò che Gesù, suo cugino, sta facendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma questa idea, come quella che potrebbe abitare anche noi, nasce dal pensare che se Gesù è l’Amato, il Figlio di Dio, non può stare tra noi. Siamo abituati che i potenti, i forti, quelli che hanno un qualsiasi “valore” (o che presumono di averlo) stanno nei loro palazzi dorati, nelle stanze del potere, dispongono e decidono delle vite degli altri, non fanno la coda, e se pensano che qualcosa possa aiutarli a raggiungere il loro obiettivo se la prendono, senza chiedere, senza se e senza ma…
Non così Gesù, non così il nostro Dio. Lui cammina tra le strade polverose, si mischia tra la gente, condivide con le persone fatica, sudore, caldo e freddo… e a Giovanni risponde: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia».
Ma qual è questa giustizia che deve lasciare che si adempia? Se ci guardiamo intorno di questi tempi, dopo duemila anni dalla sua venuta, sono molte le ingiustizie che continuano ad abitare la nostra terra, le situazioni di sopruso e di prevaricazione. Anche chi si proclama cristiano sembra aver dimenticato che Gesù ci ha detto di fare ciò che lui ha fatto: amare, amare senza limiti e senza essere ricambiato.
Figli nel Figlio, come lui amati. Figli, tutti, in cui Dio ha posto il suo compiacimento. Figli chiamati ad amarsi gli uni gli altri, tutti.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Cosa mi aiuta a riconoscere che Dio ha posto in me e in tutti, tutti, tutti il suo compiacimento?
In che modo, oggi, mi sento responsabile e prendo posizione per le mie sorelle e i miei fratelli che sono nella sofferenza?
Quali situazioni di ingiustizia posso affidare allo Spirito perché possa far sentire la sua presenza anche a chi si sente più lontano e solo?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
11
Gennaio
2026
Quale giustizia oggi?
commento di Mt 3,13-17, a cura di Valentina Dovico s.a.