
Fotografia da Pixabay -
… Vanno a dormire sapendo che non oltraggeranno il proprio sonno, che non lo altereranno, sapendo che sarà Dio a svegliarli e che loro si desteranno improvvisamente da un grande sogno.
L’uomo è una creatura drammatica. L’uomo è una creatura di risvegli.
Autore della citazione Boris Pasternak, Frammenti
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 24,37-44)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Mi lascio ispirare
Si vivacchia per lunghi periodi. Le giornate passano frettolose e uniformi, la routine fa il suo mestiere: coprire, ovattare, simulare l’equilibrio del frullatore. Il punto è che non siamo fatti per la routine, siamo creature di chiamate. Siamo creature di risvegli. Oggi siamo invitati a fare due cose:
accorgerci: cogliere quello che può essere ignorato. Una bimba si accorge della forma buffa di una grondaia; un anziano si accorge dal ginocchio cigolante che il meteo sta cambiando; un senzatetto si accorge del piccione e gli lancia qualche briciola…
tenerci pronti. I telefoni di una volta non mostravano il nome del mittente, e quindi si rispondeva “Pronto?” con sospensione. Questo è l’Avvento: rispondere “Pronto?” senza sapere chi ci sta chiamando. Non con il punto affermativo o esclamativo di chi vuole imporsi, ma con il punto interrogativo di chi ascolta veramente cosa ha da dire chi ci chiama.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Ripenso alle chiamate che ricevo: come suonano i miei “Pronto?”?
A chi non rispondo, benché mi stia chiamando da tempo?
Quali chiamate mi fanno paura? Quali invece sto aspettando trepidante?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
30
Novembre
2025
“Pronto?”
commento di Mt 24,37-44, a cura di Giovanni Baisi