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Attiva attesa

commento di Lc 21,12-19, a cura di Verena M.

Foto di Silvana Carlos su Unsplash

Te lo devo dire: si dice “ti amo da impazzire”, “ti amo da morire” e invece fa star bene, ti amo da star bene!

Renzo Rubino, Il segno della croce

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 21,12-19)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.

Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.

Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.

Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».


Mi lascio ispirare

Non c’è bisogno di arrampicarsi sugli specchi per preparare una difesa ampollosa e altisonante, non passerò le notti in bianco a pensare a come salvarmi. Perché, di fatto, non mi tocca salvarmi da sola. Al momento giusto, quando avrò necessità e occasione di dare testimonianza, mi darai la parola e la sapienza. Senza pre-occupazioni, dare testimonianza al tuo nome diventa nobile occupazione del mio tempo di creatura grata.

Non serviranno parole preparate né armi spiegate: davanti alla bellezza concreta della testimonianza nessuno potrà resistere né controbattere, nessuna parola davanti alla Parola.

Non sarà facile, però: essere salvata non è aspettare a braccia conserte che tu faccia qualcosa al posto mio, quanto piuttosto attendere attivamente che tu operi in me e per me.

La strada è in salita (o, almeno, lo sembra), ma la meta sarà bella da ridare il fiato.

Verena M.


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quando mi è capitato di tentare di salvarmi da sola?

La fatica di quale salita porto oggi davanti al Signore?

Cosa sto attendendo attivamente?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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