
Foto di Ilaria Zipponi -
Non ti disunire.
Paolo Sorrentino, È stata la mano di Dio (pronunciata da Antonio Capuano, interpretato da Ciro Capano)
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Lc 11, 15-26)
In quel tempo, [dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio,] alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio. Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me, è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde. Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».
Mi lascio ispirare
Non capendo appieno quello che Gesù fa, i suoi miracoli, a volte ci viene spontaneo screditarlo e calunniarlo: «è per mezzo del demonio che scaccia i demoni». È la paura di qualcosa che non abbiamo mai visto, che non conosciamo – come, ad esempio, la liberazione dai demoni – che ci porta a giudicare, a dubitare. Oppure gli chiediamo un segno, una prova, perché facciamo fatica a fidarci, a credere davvero.
Gesù ci dice che un regno diviso in se stesso va in rovina. E questo può valere anche per noi: quante volte, quando siamo divisi interiormente – tra più opzioni, tra più persone, tra più situazioni – restando in bilico senza mai riuscire a scegliere, finiamo per rovinarci, per perderci, per perdere il centro, per smarrire la nostra identità… Gesù ci richiama all’unità, alla stabilità, a un cammino coerente, per quanto possibile.
Gesù poi chiarisce: non è lui a compiere questi miracoli. È Dio che agisce attraverso di lui, lui è un mezzo. È «con il dito di Dio» che scaccia i demoni, ed è così che il Regno di Dio giunge a noi, è già presente in mezzo a noi. Dove c’è liberazione, guarigione, verità, lì c’è Dio. Lì c’è unità.
Poi Gesù aggiunge un’affermazione che suona radicale: «chi non è con me è contro di me». Non sembrano esserci vie intermedie, non possiamo rimanere neutrali: o siamo con lui, e raccogliamo, oppure siamo lontani da lui, e disperdiamo. Senza di lui ci si frammenta, si perde il centro, ci si smarrisce: ci si disunisce.
Infine, Gesù sembra metterci in guardia: dopo che uno spirito impuro esce da noi, siamo ancora a rischio. Quando veniamo liberati da una voce che ci dice, ad esempio, che non siamo abbastanza, che non meritiamo amore, che saremo per sempre soli, questa voce potrebbe tornare ancora più forte di prima – con altri «sette spiriti peggiori» – se ci trova ancora interiormente divisi, non sicuri, non saldi nell’amore e nel messaggio di Gesù. Per questo, dopo ogni liberazione, è essenziale custodire la nostra vita interiore, nutrirci della Parola, rimanere vicini a Gesù. Solo così possiamo restare liberi, uniti, saldi.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Quando mi trovo davanti a qualcosa di completamente nuovo, che non conosco e che mi spaventa, come reagisco?
In quali situazioni mi sento divisa/o tra più scelte, comportamenti o relazioni? Che criteri uso per orientarmi e decidere?
Come riconosco i momenti in cui vengo liberata/o dalle voci del nemico, da quei pensieri che mi fanno sentire sbagliata/o, sola/o?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
10
Ottobre
2025
Restare uniti, restare saldi
commento di Lc 11, 15-26, a cura di Ilaria Zipponi