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Trovare pace

commento di Mt 11,28-30, a cura di Andrea Piccolo SJ

Foto di Gaf Clickz su Unsplash

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr’occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.

Eugenio Montale, Xenia

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 11,28-30)

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.

Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me,

che sono mite e umile di cuore,

e troverete ristoro per la vostra vita.

Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero.


Mi lascio ispirare

Parole che fanno bene all’anima, che la prendono in considerazione, la ascoltano e la curano. Un invito che vale per tutti, senza distinzione, rivolto alla vita spirituale e a quella del corpo e della psiche. Parole che si accostano con discrezione e senza giudizio alcuno alla nostra umanità, così com’è, reale, concreta, finita e fragile; stanca. Siamo stanchi!

Ci invita a sgonfiare le nostre pretese di forza, salute, autosufficienza che non sono reali, ma illusorie proiezioni che vengono da dentro di noi o aspettative che vengono da fuori, dagli altri. Siamo oppressi!

Le parole su cui stare nella contemplazione sono ristoro e leggerezza, e ciò che le rende possibili non sono le nostre tecniche di rilassamento: è Gesù, è la relazione con lui, vivo e risorto.

Andrea Piccolo SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quali stanchezze stai vivendo in questi giorni? Da cosa ti senti oppresso/a?

Il giogo mette in relazione, collega, connette per aumentare la forza e condividere la fatica: i “gioghi” che ti sei preso/a sono liberanti o vincoli opprimenti?

Immagina, assapora e goditi il ristoro. Come ti fa sentire?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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