Passa al contenuto principale

La Parola al centro

commento di Mt 5,33-37, a cura di Giovanni Stefani

Foto di Nathan Dumlao su Unsplash

Listen to your heart when he’s calling for you. Listen to your heart, there’s nothing else you can do. Ascolta il tuo cuore quando ti sta chiamando. Ascolta il tuo cuore, non c’è nient’altro che puoi fare

Roxette, Listen to your heart

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 5,33-37)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”; “No, no”; il di più viene dal Maligno».


Mi lascio ispirare

Porto la Parola
al centro del mio cuore
sento la forza e il calore
della fiducia che hai
in me figlio
Dio Padre, Signore.

Il Re dell’Universo
libera il mio verbo
anche se io stesso mortale
sono nato da Lui, l’Eterno.

Io non sono suddito
Io non sono schiavo:
io sono uomo
nato libero
fra ogni altro uomo.

Io non svendo e non vincolo
la mia libertà
a nessuna autorità.

Non ho bisogno di un garante
che testimoni ciò che ho dentro
fuori, mia voce figlia
padre, mio cuore dentro:
io sono, io sento.

Non è questione di ragione
di forma pensiero
di dominio d’opinione;
coerenza è specchio:
ciò che dico
riflette
ciò che sento.

Grazie, Cristo Re!
Via, Vita, Verità
per la Tua fiducia
io mi fido: libertà!
L’uomo non è solo
alla ricerca della verità:
Uno mi vuole, mi cerca
in ogni forma
Cristo, Spirito, Papà.

Giovanni Stefani


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Rifletto sul mio quotidiano. Immagino le parole come acqua limpida e come acqua torbida: dove, con chi, la mia comunicazione è opaca?

Recupero ora il ricordo di un momento in cui questa comunicazione era pulita, fluida, sincera: come stavo?

Quali autorità uso per avvalorare ciò che dico? La legge, la Parola, lo status sociale, i titoli...?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

TAG | | |