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Fede primordiale e curiosa

commento di Lc 9,7-9, a cura di Giovanni Baisi

Foto di Joakim Honkasalo su Unsplash

Il principio fu così lontano, così timido il primo interesse.

Boris Pasternak

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 9,7-9)

In quel tempo, il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elia», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».

Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.


Mi lascio ispirare

Cercava di vederlo. Erode non cercava di aggredire Gesù, né di ucciderlo – come cercherà di fare in seguito. All’inizio è mosso dalla confusione («non sapeva cosa pensare») e dalla curiosità di incontrare Gesù, di vederlo.

Anche questa è fede: la confusione, la curiosità, il desiderio di incontro. Una fede che molti di noi hanno vissuto, perché è il promettente segnale di un nuovo inizio: qualcosa sta cambiando, chissà dove ci porterà!

Eppure poco dopo Erode incappa nel peccato più insidioso: rimane fermo. Contrariamente ai Magi, venuti dall’altra parte del mondo e mossi dalla stessa fede primordiale e curiosa di vedere Gesù, Erode rimane chiuso nel suo palazzo, chiedendo ad altri le dicerie su di lui: è Elia, è un profeta, è Giovanni risorto? Così, la fede iniziale si tramuta in chiusura, la chiusura in paura, la paura in condanna e peccato.

Chiediamo oggi la grazia e il coraggio di uscire dal nostro palazzo, di scendere in strada, di cercare l’altro. Chiediamo di accrescere e nutrire la fede nell’incontro.

Giovanni Baisi


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quali incontri sto rimandando? Nei confronti di chi sto rimanendo chiusa/o a palazzo?

Quando ho sentito muoversi dentro di me la fede in un nuovo inizio? Cosa sentivo?

Chi mi è venuto a cercare? Di chi sono stato il felice incontro?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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