Passa al contenuto principale

Sguardi e provocazioni

commento di Lc 6,6-11, a cura di Marco Ruggiero

Foto di Akira Hojo su Unsplash

Va’ in pace anima mia benedetta! Colui che t’ha creato, ti ha amato sempre teneramente come la madre il suo figliolo piccolino. E tu, Signore, sii benedetto perché mi hai creato.

Santa Chiara

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 6,6-11)

Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.

Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.

Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.

Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.


Mi lascio ispirare

Gesù sembra fare un monologo: conversa con gli scribi e i farisei che gli stanno attorno, ma non aspetta la loro replica. Questi discutono fra loro – e non con Gesù –, osservano in modo accusatorio e sono in atteggiamento provocatorio. Gesù, però, non dà risposte a parole. Sembrerebbe che anche lui sia un po’ provocatorio con queste domande; infatti, non si sofferma a dare grandi spiegazioni, rispondendo con lo sguardo e con i fatti.

Sapere che Dio conosce i nostri pensieri può essere fonte di ansia ma anche di grande consolazione. L’ansia deriva dal non sentirsi creatura amata dal Signore, preziosa ai suoi occhi. A volte ci sembra di non avere il controllo dei nostri pensieri, o delle nostre emozioni, o di tutto quello che viviamo dentro e fuori di noi. Questa cosa può farci paura. Possiamo, però, trovare consolazione nella relazione sincera con il Signore, il quale ci guarda a uno a uno, ci ama teneramente e guarisce le nostre ferite. Come l’uomo con la mano paralizzata, ci fa alzare e ci vuole al centro del suo cuore, del suo amore misericordioso.

Marco Ruggiero


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quali sono le mie fisse che voglio affidare oggi al Signore?

Dove e in chi riconosco lo sguardo amorevole del Signore nella mia vita?

In quale aspetto della mia vita riconosco la bellezza di essere una creatura amata dal Signore?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

TAG | | |