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Non essere di impedimento

commento di Mt 19,13-15, a cura di Andrea Piccolo SJ

Foto di Gilley Aguilar su Unsplash

È curioso a vedere che quasi tutti gli uomini che valgono molto, hanno le maniere semplici; e che quasi sempre le maniere semplici sono prese per indizio di poco valore.

Giacomo Leopardi

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 19,13-15)

Allora gli furono portati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: “Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli”. E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.


Mi lascio ispirare

Perché perdere tempo con i bambini? Probabilmente così pensano i discepoli che si improvvisano servizio d’ordine di Gesù. Che ruolo possono avere i bambini nel Regno? Per servire il regno ci vuole forza, intelligenza, libertà di azione.

Gesù, ancora una volta, ci sorprende perché fa emergere e sottolinea un significato controintuitivo: il regno non appartiene ai forti, ai liberi, agli autonomi a chi, cioè, lo potrebbe (e lo vorrebbe) costruire da solo, ma appartiene a chi è come i bambini, vale a dire a chi può solo riceverlo e godere nel riceverlo.

Gesù impone le mani sui bambini, gesto solenne di benedizione e di consacrazione: nel regno nessuno si azzardi a strumentalizzare i piccoli, a ferirli, a scandalizzarli.
Dopo l’imposizione delle mani sui bambini Gesù se ne va, come a dire: ho compiuto quello per cui sono venuto in questo luogo, ora – e solo ora – possiamo passare oltre.

Andrea Piccolo SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Il regno dei cieli: come lo immagini? Come te lo raffiguri? Lo hai mai pensato?

Adulti portano i bambini, forse i loro figli, da Gesù: hai mai immaginato di portare te stesso/stessa bambino/bambina da Gesù? Cosa gli diresti? Cosa rappresenterebbe per te una tale situazione?

Provo ad ascoltare le resistenze interiori che provo davanti a ciò che non stimo adatto, dignitoso, amabile, all’altezza: cosa mi suggerisce Gesù?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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