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Signore del sollievo

commento di Mt 11,25-30, a cura di Verena M.

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Ninna nanna, dorma fiöö, el tò pà el g’ha un sàcch in spàla che l’è pien de tanti ròpp: el g’ha deent el sö curàgg, el g’ha deent la sua pagüra e i pàroll che’ll po’ mea dì. […] Prega el Signuur a bassa vuus, cun la sua bricòla a furma de cruus. Ninna nanna, dormi bambino, tuo padre ha un sacco in spalla che è pieno di tante cose: ha dentro il suo coraggio, ha dentro la sua paura e le parole che non può dire. […] Prega il Signore a bassa voce, con la sua gerla a forma di croce.

Davide Van De Sfroos, Ninnananna del contrabbandiere

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 11,25-30)

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».


Mi lascio ispirare

Dammi ristoro non solo nel riposo, Signore, ma anche e soprattutto nel lavoro: portare il tuo giogo mi insegna a tenere la testa dritta, lo sguardo aperto, il cuore pronto. Non mi serve soltanto riposare, mi serve soprattutto nel lavoro ricordarmi il valore della mia dignità. Non basta che qualcuno mi sollevi dai carichi, serve che tu me ne racconti il senso. Nel riposo, poi, non mi abbandonare: che sia nel tuo nome il riposo così come il lavoro.

Oggi, pur schiacciato dalla fatica e oppresso dalla desolazione, Signore, abbasso il capo, pronto al tuo giogo: conducimi dove desideri. Porgimi il tuo giogo e la mia schiena piegata si farà dritta, le mie gambe incerte si rafforzeranno, le mie mani tremanti si scopriranno salde e forti.

Dammi ristoro, Dio della consolazione, Signore del sollievo. Porgimi il tuo giogo, posamelo tu addosso: mi basterà che tu creda nella mia forza e io sarò forte.

Verena M.


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Cosa ti appesantisce oggi? Immagina che il Signore se ne faccia carico e te ne alleggerisca.

In cosa trovi ristoro?

Qual è il dolce giogo che ti porge il Signore?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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