Un “sabato” esagerato

Cerca bene in te stesso ciò che vuoi essere, poiché sei tutto. La storia del mondo intero sonnecchia in ognuno di noi.
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mc 2,23-28)
Avvenne che di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: “Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?”. Ed egli rispose loro: “Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!”. E diceva loro: “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato”.
Mi lascio ispirare
La questione sollevata dall’episodio narrato oggi non è quella di rubare le spighe, quanto piuttosto quella di strapparle nel giorno di sabato.
Ci sono dei “sabati” che ci vengono da fuori – regole, norme, divieti –; ci sono, invece, dei sabati che ci imponiamo da noi stessi, come ingiunzioni di cui spesso non ci rendiamo neanche conto o di cui non conosciamo bene le motivazioni.
La frequentazione di Gesù nella preghiera quotidiana e in un cammino spirituale serio ci porta a snidare i “sabati” che ci frenano nel vivere la vita in abbondanza e in pienezza, per poterla a nostra volta donare a piene mani: una vita/vitalità non accolta ed espressa non può neanche essere messa a disposizione degli altri.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Alla luce del mio rapporto con Gesù provo a fare un inventario dei “sabati” che mi impongo da solo/da sola.
In che occasioni mi è capitato di sentire la forza liberante di Gesù?
Come reagisco quando, soprattutto in ambito ecclesiale, sento parlare di affrancamento e di liberazione?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.