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Un “sabato” esagerato

commento di Mc 2,23-28, a cura di Andrea Piccolo SJ

Cerca bene in te stesso ciò che vuoi essere, poiché sei tutto. La storia del mondo intero sonnecchia in ognuno di noi.

Jalāl al-Dīn Muḥammad Rūmī

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mc 2,23-28)

Avvenne che di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: “Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?”. Ed egli rispose loro: “Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!”. E diceva loro: “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato”.


Mi lascio ispirare

La questione sollevata dall’episodio narrato oggi non è quella di rubare le spighe, quanto piuttosto quella di strapparle nel giorno di sabato.

Ci sono dei “sabati” che ci vengono da fuori – regole, norme, divieti –; ci sono, invece, dei sabati che ci imponiamo da noi stessi, come ingiunzioni di cui spesso non ci rendiamo neanche conto o di cui non conosciamo bene le motivazioni.

La frequentazione di Gesù nella preghiera quotidiana e in un cammino spirituale serio ci porta a snidare i “sabati” che ci frenano nel vivere la vita in abbondanza e in pienezza, per poterla a nostra volta donare a piene mani: una vita/vitalità non accolta ed espressa non può neanche essere messa a disposizione degli altri.

Andrea Piccolo SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Alla luce del mio rapporto con Gesù provo a fare un inventario dei “sabati” che mi impongo da solo/da sola.

In che occasioni mi è capitato di sentire la forza liberante di Gesù?

Come reagisco quando, soprattutto in ambito ecclesiale, sento parlare di affrancamento e di liberazione?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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