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L’oggi di Dio

commento di Lc 23, 35-43, a cura di Chiara Selvatici

Non c’è momento migliore di questo per essere felice. La felicità è un percorso, non una destinazione.

Madre Teresa di Calcutta

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 23, 35-43)

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto».

Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».

E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».


Mi lascio ispirare

Fare un’affermazione è fissare la verità nel tempo presente, non fare supposizioni per il futuro o rimanere ancorati al passato. Tutti accanto a Gesù parlano di eventi passati oppure parlano di azioni che Gesù dovrebbe compiere nel futuro, ma Gesù parla nell’oggi, dando sostanza all’affermazione che hanno appeso sopra di lui alla croce.

Egli è il re dei Giudei, egli è ieri, oggi e sempre il Salvatore, colui che ci è accanto in ogni momento della nostra vita e che sarà con noi per sempre in Paradiso nella comunione dei santi. Gustare e riconoscere la presenza di Dio nella nostra quotidianità ci aiuta a vivere la vita nella sua concretezza, sapendo che possiamo, con lui, tornare a vivere nel paradiso, perché riconosciamo la felicità, la vita, anche nei momenti più difficili, dove ci sembra ci sia solo morte.

La regalità di Gesù la scopriamo nel modo in cui lui siede sul suo trono: la croce. Chiediamo di poter vivere con fede ogni oggi della vita, sentendo la sua presenza che guida e rende stabili i nostri passi.

Chiara Selvatici


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In che modo vivo il tempo presente?

Cosa mi aiuta a percepire la presenza di Dio?

In cosa ritrovo e riconosco la regalità di Gesù?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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