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Un Dio che si sbilancia

commento di Mt 7,7-12, a cura di Lorena Armiento s.a.

Michelangelo Buonarroti, Cappella sistina (La creazione di Adamo, particolare)

Dio si sporge, perde l’equilibrio, si compromette, si mette dalla nostra parte, però anche noi siamo chiamati a sporgerci.

Carlo Maria Martini, I verbi di Dio

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 7,7-12)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».


Mi lascio ispirare

Gesù oggi rivolge un triplice invito così deciso che, se lo accogliamo, sembra impossibile non ottenere quanto sperato: chiedete per ricevere, cercate per trovare e bussate per vedervi aprire la porta. Eppure, pur rivolgendoci al Padre Onnipotente, raramente facciamo questa esperienza. Come mai?

Se ci pensiamo bene questi tre verbi esprimono qualcosa che è sempre più difficile vivere.

Chiedere (un favore, un aiuto, una possibilità) vuol dire infatti presentarsi a mani vuote e dipendere dalla benevolenza di chi ci ascolta. Noi, invece, chiediamo più facilmente promettendo qualcosa in cambio o chiediamo solo se possiamo già vantare un certo vantaggio sull’altro.
Inoltre, quando chiediamo, spesso pretendiamo una risposta immediata. Quanta fatica invece facciamo a cercare, a metterci in ricerca, per capire ciò che desideriamo veramente, ciò che è meglio o più opportuno domandare, per distinguere ciò che è più comodo/facile da ciò che è un bene maggiore, per concedere alle cose il tempo di evolvere e di rivelarsi con maggiore chiarezza.

Infine bussare. Se abbiamo fatto esperienza di essere nel bisogno e di dover bussare alla porta di qualcuno sapendo che l’avremmo scomodato, infastidito, obbligato ad uscire da casa sua per fidarsi di noi, capiamo quanto sbilanciamento chiediamo al Signore e saremmo più presenti a noi stessi al momento della richiesta.

Questi tre verbi dunque, uniti all’affermazione «Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro» offrono allora un’occasione importante per collocarci da entrambe le parti (di chi chiede e di chi accoglie una richiesta) per imparare a discernere tra i nostri desideri e bisogni, tra le richieste buone o meno buone. Allora potremo sperimentare quanto il Padre ami sbilanciarsi, ascoltarci ed esaudirci.

Lorena Armiento s.a.


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In che disposizione d’animo mi sento quando chiedo qualcosa al Signore?

In quali occasioni mi è capitato di sperimentare come, nell’attesa e nella preghiera, la mia richiesta cambiasse?

Quando mi è stato chiesto di sbilanciarmi verso qualcuno? E da cosa è dipesa la mia risposta?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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