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Cuor leggero, passi leggeri

commento di Mc 6,7-13, a cura di Verena M.

Photo by Jasper Garratt on Unsplash

Tu sei l’erba e la terra, il senso quando uno cammina a piedi scalzi per un campo arato.

Antonia Pozzi

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mc 6,7-13)

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.

E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».

Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.


Mi lascio ispirare

Entra in ogni luogo a cuor leggero, perché leggeri siano anche i tuoi passi: abita come uno spazio sacro ogni casa, ogni cuore in cui entri. Resta lì, cogline il battito, vivine il tempo. Accogline i ritmi, falli tuoi: è ascoltando la terra che saprai quando gettare i tuoi semi. Stai lì, non scappare. Cerca di non imporre il ritmo del tuo cuore, niente fretta niente corse niente affanni. Quieta attesa e fertile speranza ti accompagnino, perché ogni tua parola trovi spazio di accoglienza, ogni tuo gesto trovi senso e scopo.

E quando il tuo tempo sarà finito, presto o tardi, raccogli i tuoi sandali, saluta tutti e parti. Anche solo il tuo passaggio avrà lasciato tracce di vita, ora è tempo di andare. Un’altra casa, un altro cuore, un’altra terra ti aspettano.

Verena M.


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quando ti è sembrato che dei passi troppo pesanti abbiano invaso degli spazi?

In quali occasioni hai fatto fatica a stare al tempo di Dio e hai cercato di imporre il tuo?

In quale luogo della tua vita ti senti chiamato a entrare per portare testimonianza?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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