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Parlare liberi

commento di Mc 1,40-45, a cura di Rete Loyola (Bologna)

Ph. by Aarón Blanco Tejedor on Unsplash

Ama e faʼ ciò che vuoi.

Agostino di Ippona

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mc 1,40-45)

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».

Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.


Mi lascio ispirare

Signore, dai anche a me la gratitudine di questo lebbroso, ricordami di quando mi hai salvato e di quanto sempre mi salvi.

Pur di poter dire a tutti quello che hai fatto, lui ti disobbedisce. La sua gioia è tanta che non può stare dentro a nessuna regola. Ecco il primo missionario: non un teologo che si era preparato qualcosa da dire o da controbattere, ma una persona che non si è saputa trattenere dal raccontare la sua esperienza.

Non pensiamo troppo a cosa dire, cosa fare, come star dentro alle nostre regole e ai nostri canoni: torniamo a immergerci nell’esperienza di salvezza che abbiamo fatto, e lì troveremo le parole più autentiche e la libertà dagli schemi. Solo così passeremo dalla sfida per avere ragione ad un vero incontro con l’altro.

Rete Loyola (Bologna)


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quando mi sono sentito guarito e salvato?

In che modo vivo il mio rapporto con le regole?

Con chi riesco a condividere la mia esperienza?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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