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Salvati dalla luce

commento di Gv 1,1-18, a cura di Gloria Ruvolo

Foto rielaborata a partire da una foto di Mattes, via commons.wikimedia.org

Oh, afferrarla e tenerla, innalzarla e farla vibrare, la parola!; distenderla e dispiegarla perché diventi grande come Dio, che l'ha donata! La parola: cosa mortale e caduca, che attraverso la bellezza e l’infinito fervore torna a mutarsi in eternità!

Stefan Zweig

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Gv 1,1-18)

[In principio era il Verbo,

e il Verbo era presso Dio

e il Verbo era Dio.

Egli era, in principio, presso Dio:

tutto è stato fatto per mezzo di lui

e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

In lui era la vita

e la vita era la luce degli uomini;

la luce splende nelle tenebre

e le tenebre non l'hanno vinta.]

Venne un uomo mandato da Dio:

il suo nome era Giovanni.

Egli venne come testimone

per dare testimonianza alla luce,

perché tutti credessero per mezzo di lui.

Non era lui la luce,

ma doveva dare testimonianza alla luce.

[Veniva nel mondo la luce vera,

quella che illumina ogni uomo.

Era nel mondo

e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;

eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

Venne fra i suoi,

e i suoi non lo hanno accolto.

A quanti però lo hanno accolto

ha dato potere di diventare figli di Dio:

a quelli che credono nel suo nome,

i quali, non da sangue

né da volere di carne

né da volere di uomo,

ma da Dio sono stati generati.

E il Verbo si fece carne

e venne ad abitare in mezzo a noi;

e noi abbiamo contemplato la sua gloria,

gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre,

pieno di grazia e di verità.]

Giovanni gli dà testimonianza e proclama:

«Era di lui che io dissi:

Colui che viene dopo di me

è avanti a me,

perché era prima di me».

Dalla sua pienezza

noi tutti abbiamo ricevuto:

grazia su grazia.

Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,

la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

Dio, nessuno lo ha mai visto:

il Figlio unigenito, che è Dio

ed è nel seno del Padre,

è lui che lo ha rivelato.


Mi lascio ispirare

Verbo, generato, figlio unigenito, luce vera, vita, testimonianza, gloria. La poesia filosofica che apre il Vangelo più originale di tutti contiene parole dense, astratte, quasi enigmatiche, come se Giovanni volesse ammantare quel carpentiere povero della Galilea di un’aura sofisticata, intellettuale. Eppure, dopo averla letto un paio di volte, subentra una strana calma. La rivoluzione che portano queste parole sembra entrare nel cuore con la lentezza di una litania.

«La vita era la luce degli uomini» sembra un’ovvietà eppure apre gli occhi sul fuggevole miracolo che è questo momento, in cui sono in vita e sono cosciente, e posso vedere la luce. «Dalla sua pienezza abbiamo ricevuto: grazia su grazia» evoca in me i ricordi di una vita piena di gioie e di amore, e mi riempe il cuore di gratitudine verso chi mi ha dato questa possibilità. E visto che nessuno ha mai visto Dio, è il volto di Gesù che ringrazio per avermelo rivelato.

E allora, dopo che ho aperto gli occhi sul presente e sul passato, riesco a intravedere tra le maglie della vita il significato luminoso di quel misterioso Verbo, quel Logos per mezzo del quale tutto il mondo è stato fatto, quell’armonia fra cosmo e coscienza che mi rivela un significato ultimo, un senso. E capisco che queste parole non sono complicate, ma servono a rendere il futuro semplice, lineare.

Io sono stata salvata dalla luce; sia la mia vita testimonianza di luce.

Gloria Ruvolo


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quale parola ti ha salvato la vita?

In quale luogo della tua vita hai bisogno che la luce porti vita?

Che potere senti che possono avere le tue parole?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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