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La nascita dell’umanità

commento di Lc 2,16-21, a cura di Flavio Emanuele Bottaro SJ

Immagine: François Boucher, Adorazione dei Pastori (1703-1770)

Un bel giorno io sono nato. Subito non mi sono accorto di niente, ma dopo un poʼ me lʼhanno fatto notare.

Felice Andreasi

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 2,16-21)

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.


Mi lascio ispirare

I pastori vedono. Maria medita. Giuseppe dà il nome. Tre momenti diversi di un’unica scena: il nascere di Dio nel mondo.

Vedere, meditare, nominare sono tre verbi attraverso cui noi esseri umani trasformiamo la nostra percezione del mondo in esperienza: la scena della nascita di Gesù racconta così il modo in cui noi costruiamo la nostra sapienza e la trasmettiamo di generazione in generazione. Cioè il modo in cui diventiamo umani.

Ogni sapienza umana è frutto di questo processo che dispiega il rivelarsi di Dio nell’universo. Se solo ci fermassimo per un momento a considerare la straordinarietà di questo movimento in cui siamo coinvolti come singoli, ma sempre dentro la comune umanità, ci accorgeremmo subito della nostra poderosa essenza. Allora sì che inizierebbe un nuovo anno, una nuova era!

Flavio Emanuele Bottaro SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Che cosa hai visto di straordinario nell’anno che è passato?

Che cosa hai custodito nel cuore di quello che hai visto?

Quale sapienza hai maturato e puoi comunicare nel nuovo anno?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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