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Curare senza trascurare

commento di Lc 11,42-46, a cura di Mounira Abdelhamid Serra

Curare
Photo by Jackson David on Unsplash

Gli atti della tua bontà mi possono proteggere.

Marlene Kuntz, Nella tua luce

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 11,42-46)

In quel tempo, Gesù disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima della menta, della ruta e di ogni erbaggio, e poi trasgredite la giustizia e l’amore di Dio. Queste cose bisognava curare senza trascurare le altre.

Guai a voi, farisei, che avete cari i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze.

Guai a voi perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».

Uno dei dottori della legge intervenne: «Maestro, dicendo questo, offendi anche noi».

Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».


Mi lascio ispirare

Curare una cosa senza trascurare il resto; non farsi vedere per quello che si è e lasciarsi scivolare la vita degli altri addosso; caricare gli altri di responsabilità che non si vogliono assumere in prima persona, senza conoscerne neanche il peso…

Trascurare il resto è quello che ci capita di fare molto spesso, talvolta proprio perché non riusciamo neanche ad aver cura, per davvero, di ciò che ci è più caro. Molte volte non sappiamo offrire, non sappiamo affidare, non sappiamo confidare e condividere i nostri limiti; e ancora più spesso non vogliamo farlo, perché il mondo ci ha deluso, ha già preteso e abbiamo già dato più del dovuto.

La giustizia e l’amore di Dio richiedono, tuttavia, una fedeltà e una fede che vanno oltre i nostri limiti; si tratta di crescere nella fiducia, di tornare a sperare in Dio senza trascurare di avere fiducia in noi stessi e quindi nell’essere umano.

Mounira Abdelhamid Serra


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quando la mia fiducia è diminuita?

Cosa o chi sto trascurando?

Con quale piccolo gesto posso offrire a Dio oggi i miei limiti?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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