Passa al contenuto principale

Lʼillogica potenza di chi è amato

commento di Gv 20,1-9, a cura di Diego Mattei SJ

frank mckenna on Unsplash

What can I do to make light of this dull dull day? What switch can I pull to illuminate the way? Show me one direction, I will not question again for a warm injection is all I need to calm the pain. We all need a love! (resurrection, just a little divine intervention) Cosa posso fare per fare luce di questo giorno così opaco? Quale interruttore posso premere per illuminare la strada? Mostrami una direzione, non chiederò ancora unʼiniezione tiepida, è tutto ciò di cui ho bisogno per calmare il dolore, tutti noi abbiamo bisogno di un amore! (resurrezione, giusto un piccolo intervento divino)

Alyson Moyet, Love Resurrection

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Gv 20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.

Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.


Mi lascio ispirare

Il Vangelo del giorno di Pasqua è una pagina piena di corse e affanni e silenzi e grida.

È il primo giorno della settimana, è un nuovo giorno e Maria di Magdala, vincendo l’oscurità dentro e fuori di lei, si reca al sepolcro.

La pietra che lo chiude è stata tolta. Possiamo immaginare la sua sorpresa? Il suo sconcerto? La pietra che aveva chiuso dietro di sé colui che ella amava, e che forse le sembrava “desse un termine” anche alla sua stessa vita, è stata rovesciata! L’ingresso della tomba in cui ha visto deporre il Signore è aperto… L’evento la coinvolge direttamente, perché quando qualcuno che ami muore, non muore solo. Una parte di te muore con lui o con lei. Quella tomba aperta “spalanca” possibilità impensate per Maria.

Nel Vangelo di Giovanni il primo annuncio della Resurrezione è quindi un grido di paura e un annuncio pieno di spavento, che può essere reso anche con queste parole: “Gesù non è lì dove lo immaginavamo”. Queste sono le parole di Maria e delle donne con lei, testimoni “deboli”, consegnate agli uomini.

Dopo Maria di Magdala è la volta di Pietro e del discepolo amato, che la tradizione identifica con lo stesso evangelista, ma che nel suo essere senza nome può assumere il volto e le sembianze di ciascuno di noi.

Corrono․․․ corrono a perdifiato․․․ che cosa può essere passato nel loro cuore in quei minuti di corsa sfrenata? E quando arrivano è un gioco di sguardi, perché i due vedono e osservano. Notano oggetti e particolari, la pietra scostata, i teli, il sudario, lo spazio della tomba ora vuoto. Questo basta al discepolo amato per credere. È l’illogica potenza di chi è amato e riesce a guardare oltre ciò che c’è, per intuire quel che sarà. A volte è così difficile accettare di essere amati, perché è una “insopportabile” vulnerabilità.

La giornata iniziata nel segno della paura, si apre a nuovi orizzonti: alla speranza, contro il già noto; alla logica della possibilità, contro i “dover essere”; al richiamo della vita, contro l’oppressione della morte. È una vita nuova quella del Risorto, diversa da quella sino ad ora sperimentata, perché di fronte ad essa il passato offre solo qualche appiglio. Tutto va compreso ancora una volta.

Buona Pasqua!

Diego Mattei SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Qual è la “pietra” nella tua vita che vorresti veder “rotolata via”?

Immedesimandoti in Maria di Magdala o in Pietro, che cosa provi davanti al sepolcro vuoto?

Immedesimandoti invece nel “discepolo amato”, che cosa provi? Quando ti senti amato, come appaiono gli ostacoli e le difficoltà?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

TAG | | |