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Da peccatore a inviato speciale!

commento di Lc 5,27-32, a cura di Ilaria De Lillo

Ph. by Anne Worner on Flickr

C’è qualcosa dentro di me che è sbagliato e non ha limiti e c’è qualcosa dentro di te che è sbagliato e ci rende simili. Vieni a fare un giro dentro di me o questo fuoco si consumerà da sé e se una vita finisce qua quest’altra vita presto comincerà.

Afterhours, La vedova bianca

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 5,27-32)

In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.

Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».


Mi lascio ispirare

Ripiegato su se stesso, concentrato a guardarsi nei suoi deliri di autosufficienza, preoccupato a compensare vuoti fino a sentire contorcersi le budella e a non vedere più la luce del sole, a non sentire il respiro del vento né le voci amiche. Questo è Levi, questa sono io. Ma oggi c’è una novità: ecco Gesù che dolcemente arriva e mi chiama a seguirlo per offrirmi la vera vita.

Com’è possibile che ci sia qualcuno capace di amarmi, sporcata come sono per le mie rigidità? Quel suo sguardo è un mistero, eppure è reale perché è diverso da quello che io ho su di me, troppo perfezionista e autocommiserante per portarmi a qualcosa di buono; il suo è vivificante, trasformante. E infatti mi trasforma da peccatrice a inviata speciale del Signore affinché, forte del dono ricevuto, anche tutti gli altri fratelli come me si convertano toccando con mano che la vita vera esiste ed è tutta in questo amore misterioso.

Il mio peccato perdonato dall’immensità dell’amore di Gesù è termine di missione! Resto incredula, eppure è reale, gratuitamente amata e inviata, prendere (la vita che mi è offerta) o lasciare (restare ferma nelle sozzure della morte). E adesso che ho ricevuto così tanto amore, chi sono io per negarlo agli altri che sono immobili al loro banco delle imposte, proprio come ero io un attimo fa? Non posso, il fuoco trasformante che ho ricevuto mi arde dentro, devo ridonarlo, tutti devono sapere la verità, tutti devono avere accesso a questa buona notizia che cambia radicalmente le nostre esistenze!

La buona novella del Vangelo è questa ed è urgente gridarlo al mondo: siamo una comunità di peccatori ma possiamo tutti essere salvati se accogliamo questo amore e ce lo riveliamo l’un l’altro. La vita è tutta lì.

Ilaria De Lillo


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Cosa provo lasciandomi guardare da Gesù nelle mie fragilità?

Con che occhi guardo gli altri?

Cosa faccio della buona notizia d’amore che ho ricevuto?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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