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In cerca di ristoro

commento di Mt 11,28-30, a cura di Andrea Piccolo SJ

Ristoro

I dream of rain I dream of gardens in the desert sand. I wake in vain, I dream of love as time runs through my hand. Sogno la pioggia, sogno giardini nella sabbia del deserto. Mi sono svegliato invano, sogno l’amore mentre l’amore scorre nella mia mano.

Desert rose, Sting

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 11,28-30)

In quel tempo, Gesù disse:

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.

Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».


Mi lascio ispirare

Oggi Gesù attrae, chiama a sé. Non chiama per affidare una missione, ma semplicemente per attirare a sé e per dare ristoro con la sua persona e la sua compagnia. Oggi Gesù ci parla del bisogno di relazione e di tenerezza che ognuno di noi ha. Perlopiù lo teniamo nascosto perché dobbiamo far vedere sempre il lato forte, perché dobbiamo combattere, arrivare, difendere. Per questo tutti abbiamo bisogno di ristoro.

Quelle di oggi non sono parole consolatorie: parlano a tutti, credenti e non credenti della vita autentica che consiste nel deporre le armi della supponenza, dell’aggressività e del delirio di potenza (vero e proprio virus del nostro tempo vuoto).

Il giogo, uno strumento agricolo antichissimo, che ci ricorda come per arare, cioè per preparare la terra (la vita) alla fecondità, bisogna essere in relazione, guardare nella stessa direzione, saper sintonizzare il passo con l’altro. Ma se non siamo «miti e umili di cuore» questo non sarà possibile.

Andrea Piccolo SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In quali occasioni mi sono sentito ristorato?

Qual è il giogo leggero che il Signore mi offre?

Di che tipo di ristoro sento il bisogno in questo periodo? Dove lo sto cercando?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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