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Il paradosso di Dio

commento di Mt 11,25-27, a cura di Lino Dan SJ

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Photo by Joshua Reddekopp on Unsplash

A un ragazzo si può dire tutto, assolutamente tutto, e spesso mi veniva da pensare quanto poco i grandi, perfino gli stessi genitori, conoscano i bambini. Non bisogna mai nascondere nulla ai bambini con il pretesto che sono piccoli e che è ancora presto perché sappiano certe cose. [...] I grandi non sanno che, perfino sulle questioni più difficili, un bambino è in grado di dare un consiglio assolutamente serio. [...] L’anima si risana grazie al contatto con i bambini.

Fëdor Dostoevskij, L’idiota

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 11,25-27)

In quel tempo, Gesù disse:

«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.

Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».


Mi lascio ispirare

Questi piccoli – ci dice Gesù – sono i soggetti della predilezione divina, sono coloro cui viene rivelato il mistero del Padre e del Figlio. Ma il bambino, il piccolo, non è e non può essere un soggetto che vanta capacità proprie, se non quella della volontà di vivere. E si capisce bene quindi che non è una gara a chi è più intelligente, a chi è più sapiente, ma a chi semplicemente sa accogliere, a chi si pone nell’ottica che può solo essere oggetto di amore e benevolenza, di attenzioni che fanno vivere, non di merito o di contraccambio.

Qui si rivela il Dio di/in Gesù Cristo, perché solamente chiede a coloro che lo ascoltano, lo seguono di farsi accoglienza, di farsi utero in cui si deposita la rivelazione del Figlio e del Padre. E proprio quella rivelazione, che in Maria è avvenuta carnalmente, in ciascuno di noi, se sa farsi piccolo, bambino, ci fa diventare a nostra volta padri e madri del nostro Signore. Il paradosso di Dio!

Esagerazione? Ma non è Dio stesso che è esagerato nei nostri confronti? Dove sta scritto – per una idea di Dio che sia un po’ ortodossa – che Dio debba farsi carne, cibo, bevanda per coloro che è venuto a salvare? Non sarebbe più normale che noi ci sacrificassimo per lui? Niente di tutto ciò. Essere piccoli è la chiave.

Lino Dan SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Dove mi sento chiamato a farmi piccolo, oggi?

Cosa mi impedisce di farmi piccolo?

Quale piccolo che oggi incontro porta il volto di Cristo?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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