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GET UP and WALK 23/05 MODO di ESSERE: L’amore non è qualcosa che io do, ma il mio modo di essere

commento a cura di Rete Loyola (Bologna)

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo

di P. Claudio Rajola, gesuita Gv 15,12-17 In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò […]


Mi lascio ispirare

di P. Claudio Rajola, gesuita

Gv 15,12-17
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
 
«Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi»: ecco il centro della vita cristiana, ecco la novità del cristianesimo. Amare come Dio ci ha amati. Per sapere come ci ha amati basta leggere la lavanda dei piedi: Dio che si abbassa per sollevare noi, Dio che si mette ai piedi di ciascuno di noi per servirci attraverso la sua vita, in una amore che più forte della morte arriva sulla croce e vince la morte. Gesù ci invita ad amare, vivere una vita fatta di amore. Il primo aspetto dell’amore di Dio è: Dio ci ha amato per primi. Quindi noi siamo amati. Siamo esseri che nascono dall’amore di Dio. Quanto è importante riscoprire questo essere amati da Dio, quanto è sano sapere che siamo amati da qualcuno. Quando siamo nello sconforto diciamo «nessuno mi vuol bene, nessuno mi ama», e dimentichiamo che Dio ci ama follemente. 
Un secondo aspetto è l’invito ad amare gli altri come lui ci ha amati, cioè facendo dell’amore il nostro criterio di vita, il criterio delle nostre scelte. Questo significa che l’amore è anche un compito, oltre ad essere un dono. Come compito è apprendistato, maturità, crescita. L’arte di amare è il culmine di un processo che nasce dall’interno di ciascuno e ci rende più maturi.
L’amore è fatto di tre ingredienti: sollecitudine, affetto, intimitàLa sollecitudine suppone l’attenzione efficace all’altro, alle sue necessità e desideri. Farmi carico dell’altro, ascoltarlo, sostenerlo, aiutarlo. L’affetto aggiunge qualcosa in più, non solo do qualcosa a qualcuno ma anche voglio stare con lui, vicino a lui. L’affetto è l’atmosfera gradevolmente calorosa e magneticamente attraente che ci porta a condividere il tempo, la vicinanza fisica, la sintonia personale ed emozionale con l’altro.
Infine, l’intimità che consiste nel comunicarmi all’altro. L’intimità diventa il ponte che avvicina l’uno all’altro e permette la meraviglia dell’incontro e della conoscenza mutua. Armonizzare tra loro sollecitudine, affetto e intimità significa amare con tutto il proprio essere e non attraverso un gesto volontaristico o di calcolo.
 
Buona giornata!

Rete Loyola (Bologna)


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.