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Quello che hai preparato, di chi sarà?

commento di Lc 12,13-21, a cura di Marco Sturniolo

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Ph. Into the wild

La felicità è reale solo quando condivisa.

Lev Tolstoj – cit. in Into the wild

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 12,13-21)

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».

E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».

Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».


Mi lascio ispirare

L’uomo ricco di cui ci parla Gesù oggi a è probabilmente il modello da seguire che ci viene suggerito praticamente ovunque: ci viene detto di studiare, lavorare, divertirci, godere, pensare, vivere, sempre e solo per noi stessi, per il nostro piacere, per la nostra felicità.

Guardando più in profondità, oltre le ricchezze e i beni materiali di cui Gesù parla nella parabola, quante volte capita di concentrare tutti i nostri pensieri, tutte le nostre energie e le nostre preghiere per raggiungere un obiettivo/desiderio solo per noi stessi! O quante volte tendiamo a tenere quei doni che abbiamo di “di più” rispetto agli altri solo per noi stessi…

Ecco allora che Gesù ci ricorda subito quanto tutte queste cose siano così fragili e superflue: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita”.
Ciò che da valore e importanza alla nostra vita è altro: è un Altro, sono gli altri!

La domanda finale di Gesù è quindi rivolta a tutti noi: quello che abbiamo, che prepariamo e accumuliamo, ma soprattutto quello che pensiamo e di conseguenza facciamo: di chi è? Di chi sarà?

Marco Sturniolo


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In quali situazioni accumulo solo per me stesso “i tesori” che mi sono stati concessi? In quali invece li condivido?

Quando prego, quante volte chiedo qualcosa per me stesso? Quante volte invece metto al primo posto gli altri?

La mia quotidianità è basata solo su me stesso/a o il mio agire è anche per gli altri?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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