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Il segno dell’amore più grande

commento di Mt 20,17-28, a cura di Michele Papaluca SJ

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ph. Giuseppe Amalfa

La grazia è a caro prezzo soprattutto perché è costata cara a Dio, [...] perché non può essere a buon mercato per noi ciò che è costato caro a Dio. È grazia soprattutto perché Dio non ha ritenuto troppo elevato il prezzo di suo Figlio per la nostra vita, ma lo ha dato per noi.

D. Bonhoeffer

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 20,17-28)

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».

Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».

Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».


Mi lascio ispirare

La vita di Gesù è un lungo, operoso, cammino che ha come meta finale Gerusalemme, la città della pace, ma anche la città che uccide i profeti. Tutto il suo ministero si svolge con l’orizzonte della croce sullo sfondo. Lungo la via si snoda una serie di incontri e di eventi che ne svelano l’identità ed il messaggio, nei quali la croce occupa un posto centrale. La richiesta della madre di Giacomo e Giovanni, la reazione degli altri discepoli, raccontano la mancata comprensione del mistero della morte violenta di Dio.

La croce diventa oggi il modo ed il luogo del servizio di Dio per l’uomo: Dio è innalzato ed esaltato abbassandosi, camminando con l’uomo e condividendone le croci. La croce non è il luogo di una religiosità masochistica; è l’espressione dell’amore di un Dio che è pronto a manifestarsi nel suo contrario pur di salvare l’amato. Io sono l’amato.

Michele Papaluca SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Cosa rappresenta per me la croce?

Quale posto occupa il mistero della croce nella mia vita?

Fin dove si spinge il mio amore per Dio e per i fratelli e le sorelle?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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