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14/10 #EDUCATORI #RESPONSABILI

commento a cura di Rete Loyola (Bologna)

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo

 EDUCATORI/RESPONSABILI: imparare da Gesù, fuggendo dalla vanità e dall’incoerenza   Questa è la tua immagine che contemplo nel Vangelo …  Una persona dai modi virili, durante con se stessa, pronta alle privazioni e alle  fatiche, ma verso gli altri pieno di bontà, di amore e di desiderio di servirli. Padre Arrupe, ex-superiore mondiale dei gesuiti […]


Mi lascio ispirare

 EDUCATORI/RESPONSABILI: imparare da Gesù,

fuggendo dalla vanità e dall’incoerenza

 

Questa è la tua immagine che contemplo nel Vangelo …  Una persona dai modi virili, durante con se stessa, pronta alle privazioni e alle  fatiche, ma verso gli altri pieno di bontà, di amore e di desiderio di servirli. Padre Arrupe, ex-superiore mondiale dei gesuiti

Lc 11, 42-46

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».

Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».

Gesù rimprovera gli educatori, forse tutti noi responsabili di qualcuno o qualcosa. C’invita ad educare il cuore dell’uomo, della situazione. Questo rende liberi, capaci di vitalità.

Sovente insistiamo sugli aspetti esterni e trascuriamo l’interno. Così formiamo schiavi e non uomini liberi, realtà create per noi e non per se stesse.

Insistere sugli aspetti esterni ci rende superbi, vivere la fatica di liberare il cuore ci rende umili, perché educando percepiamo noi stessi la schiavitù a logiche di avere, apparire e potere… .

Diamo peso a cose non importanti vivendo nella vanità.

E rischiamo l’incoerenza: severi con gli altri indulgenti con se stessi,

Impariamo con il dono di Dio a dare peso alle cose importanti, ad essere esigenti con noi stessi, pazienti con le fragilità degli altri.

 

 

www.cappelladellasapienza.it

Rete Loyola (Bologna)


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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