Passa al contenuto principale

A tutti i costi…

commento di Mt 18,12-14, a cura di Mounira Abdelhamid Serra

Ma i moralisti han chiuso i bar e le morali han chiuso i vostri cuori e spento i vostri ardori: è bello ritornar “normalità”, è facile tornare con le tante stanche pecore bianche! Scusate, non mi lego a questa schiera: morrò pecora nera!

Francesco Guccini

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 18,12-14)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita?

In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite.

Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».


Mi lascio ispirare

Questione di aderenza a se stessi, questione di cuore, smettere di aver paura di essere sbagliati e piuttosto sbagliare, ma finalmente essere: ecco il buon pastore.
Si può avere tutto, ma tutto non vale niente dinanzi a quella piccola parte di noi stessi che esce dal binario e dagli schemi e quella parte va trovata, riconosciuta, accolta, curata, reintegrata, per questo liberata.

Il buon pastore è disposto non solo a perdere il suo gregge ma a perdere la sua stessa vita nell’arroccarsi dei monti, o nelle profondità dei laghi, sotto le fragorose cascate, dentro le oscure grotte, pur di riunirsi a ciò che è perduto.

Che egli perda la vita ritrovando quella piccola parte del gregge (della sua stessa vita) o che egli la ritrovi tornando dal resto, se gli riesce di trovarla… si rallegrerà.
Una resurrezione a nuova vita, un nuovo sguardo, una nuova dimensione.

Mounira Abdelhamid Serra


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Di quale piccola parte di me vado in cerca?

Chi sono i piccoli nel contesto in cui vivo?

In che modo entro in relazione con i piccoli che incontro?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

TAG | | |