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Toccati nel vivo

commento di Lc 16,1-8, a cura di

Immagine di PublicDomainPictures su Pixabay

Tutta quella roba se l’era fatta lui, colle sue mani e colla sua testa, col non dormire la notte, col prendere la febbre dal batticuore o dalla malaria, coll’affaticarsi dall’alba a sera, e andare in giro, sotto il sole e sotto la pioggia [...] perché non aveva né figli, né nipoti né parenti; non aveva altro che la sua roba. Quando uno è fatto così, vuol dire che è fatto per la roba.

Giovanni Verga, La roba

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 16,1-8)

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:

«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.

L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.

Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.

Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».


Mi lascio ispirare

“Per questo sarei disposto a fare di tutto!” oppure “Voglio ottenere questo risultato ad ogni costo”. A molti di noi potrà essere capitato nella vita di manifestare la propria determinazione con queste o simili parole. A ben vedere, esse esprimono innanzitutto l’importanza che l’obiettivo ha per noi. Solo in secondo luogo indicano le nostre capacità di passare all’azione, di agire o di rimanere nell’attesa, di parlare o di tacere.

La parabola che il Signore oggi rivolge ai suoi discepoli è tra le più scandalose del Vangelo, perché propone come esempio da imitare un amministratore che froda il suo padrone. Abituati a ben altre frodi finanziarie, a forme di evasioni o di elusioni fiscali talvolta enormi, questo testo risuona sin troppo con la nostra quotidianità corrotta. Veramente Gesù loda un evasore e un truffatore?

La risposta va data subito e chiara dall’inizio: no, Gesù non loda l’evasore per la truffa compiuta. Ciò che sottolinea, attraverso le parole prestate al padrone, è la capacità di rispondere alla situazione di crisi nella quale all’improvviso l’amministratore si trova coinvolto. Non perde tempo a discutere la falsità delle accuse o a protestare la propria innocenza. Piuttosto, valuta se stesso con realismo, considera le opportunità presenti, agisce con prontezza e trasforma i beni in relazioni.

I figli di questo mondo per difendere se stessi, i loro interessi o il loro status sono capaci di questo e molto altro. In fondo, lo siamo anche noi, quando veniamo toccati in qualcosa che ci sta a cuore. Invece, i figli della luce, chiede Gesù, perché non rivelano altrettanta determinazione quando si tratta del Vangelo?

In modo provocatorio, si potrebbe dire che non si sentono toccati nel vivo del loro interesse? O come direbbe Giuseppe Verga, con una sua famosa espressione, sono timidi perché non è “roba” loro?

Diego Mattei SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quanto ti spendi per il Vangelo?

Come il Vangelo entra nel vivo delle tue scelte? Quanto puoi dire che il Vangelo è “roba” tua?

Pensa a qualcuno, anche conosciuto non personalmente ma per averne letto o sentito parlare, che ha dimostrato determinazione per la giustizia, la verità, la carità. Che cosa pensi di lui o di lei?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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