Mano tesa

Quando nel dolore si hanno compagni che lo condividono, l'animo può superare molte sofferenze
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Lc 13,31-35)
In quel momento si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere».
Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme”.
Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».
Mi lascio ispirare
Di fronte al pericolo, di fronte alla difficoltà tu non scappi. Resti fino alla fine, senza battere ciglio. Come puoi non scappare di fronte alla possibilità di morte? Come puoi restare fermo su una strada che sai porterà alla fine della tua vita? È necessario che io prosegua il cammino oggi, domani e il giorno dopo, mi dici. Tu devi restare, devi fino alla fine dare la possibilità alla tua amata Gerusalemme di prendere la mano che tu le tendi. Fino alla fine lasci la tua mano tesa perché, se non oggi, domani, dopodomani o il giorno dopo ancora qualcuno prenda la tua mano e si salvi.
Devi restare per scuotere i cuori di un mondo che solamente corre, che solamente pensa ad arraffare vita e non si rende conto che forse, decelerando un po’ e regalandosi il tempo di osservare e ascoltare davvero, la vita è ben altro.
Un mondo che guardi da lontani, un mondo su cui fai cadere il tuo lamento, un mondo che cerchi di scuotere fino all’ultimo.
Signore, io mi sento spesso parte di questo mondo sempre di corsa, sempre col pensiero di non fare in tempo a vivere davvero. Donami la grazie di rallentare i ritmi, donami la grazia di assaporare la vita con lentezza, domani di poter avere la tua voce come bussola della mia giornate.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
In quale occasione ti sei accorto che il tempo che stavi vivendo non aveva un ritmo sano per te?
Quale parola ti fa da bussola oggi?
Dove vorresti fermarti?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.