Una dimensione più autentica

Gesù vuole portare calore in un mondo di passioni fredde...
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 22,15-21)
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
Mi lascio ispirare
Gesù viene presentato come colui che dice il vero, che ha un messaggio che è la verità sulla nostra vita. Ci mostra la strada da percorrere anche nelle situazioni più complesse, ci dice la verità su ognuno di noi, affinché noi possiamo vivere una vita piena e più profonda. L’introduzione alla domanda posta dai farisei quindi ci pone davanti a Gesù che già si presenta come Via, Verità e Vita.
Spesso queste parole di Matteo sono usate per sottolineare la differenza del potere temporale da quello spirituale. C’è però secondo me un altro modo di leggere quello che Gesù vuole comunicarci. Non c’è infatti una lotta fra il ‘potere’ di Dio e quello dello stato, non esiste un conflitto. Il potere di Dio è amore, dono, servizio, non è dominio e usurpazione. Dio non vuole sollevare l’uomo dalla sua responsabilità sociale, anzi vuole rimarcare che solo chi dà a Dio ciò che è di Dio può dare a Cesare ciò che è di Cesare.
Ci possiamo allora chiedere cosa è di Dio? Gesù è venuto a restituire all’uomo la sua libertà di figlio. Ci ricorda ancora una volta che la maggior forma di amore che Dio ci ha dato è la libertà, e di lì risulta chiaro che la domanda sul tributo perda il suo carattere polemico perché sposta l’asse ad una dimensione più autentica dell’uomo: la sua figliolanza, che lo rende libero di pagare il contributo all’impero. Il suo potere non va in contrasto con quello di Cesare, ma è solamente diverso: si fonda sull’umiltà e la mitezza. Gesù facendosi carne accetta di vivere dentro questo mondo riconoscendo l’autorità sociale ma non può accettare la violenza e la distruzione che spesso lo caratterizzano.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Come Dio ha parlato nella vita mostrandomi la strada migliore per me?
Cosa mi impedisce di dare a Dio quello che è suo, vivendo una vita in piena libertà?
Quando non mi riconosco figlio di un Padre che mi ama e fratello di Gesù?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.