Mettere ordine

Tutto vanità, solo vanità,
lodate il Signore con umiltà,
a Lui date tutto l’amore,
nulla più vi mancherà.
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Lc 11,42-46)
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».
Mi lascio ispirare
Luce di sole
non si cura
di ciò che
sento e faccio
vedo e penso:
chiaro mondo fuori
può essere dentro
buio freddo spento.
Giustizia in me
postura di vivere:
ortodossia è finzione
se non corona
intenzione d’amore.
Luce di Dio
coscienza di me:
amore è Padre
sentire eterno invisibile,
visto nel Figlio
se dà fuori
ciò che prima
ha chiesto dentro.
Uomo prima senti
quindi poi vedi:
così non sepolcri,
bensì templi viventi.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Immagina che quel “guai” sia rivolto a te: quale postura esterna e interna senti il bisogno di correggere con amore?
Cosa significa, nella tua vita, fare la giustizia di Dio?
Cosa significa, nella tua vita, fare l’amore di Dio?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.