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Accorgersi di non esser soli

commento di Lc 11,29-32, a cura di

Foto di Ester Antonia Cozzolino

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza, percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.

Franco Battiato, La cura

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 11,29-32)

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:

«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione.

Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».


Mi lascio ispirare

Quante volte cerchiamo disperatamente dei segni, indicazioni che ci facciano comprendere se la strada intrapresa è quella giusta, quella più adatta a noi?

Talvolta tratteniamo i nostri talenti, temendo che non corrispondano a grandi guadagni in termini sociali ed economici.

E così ci troviamo a un certo punto dei nostri percorsi persi in noi stessi, nelle ore più buie dei nostri battiti. Ed ecco che il Cristo ci porge una mano, ci indica un modo per imparare ad attraversare le tempeste delle nostre esistenze, con una parola, un segno e con la meraviglia nel cuore di non sapere nulla ma di aver chiaro tutto.

Ester Antonia Cozzolino


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In che modo hai sentito entrare nella tua Vita il Cristo?

Che segni ti ha dato?

In che modo in questo momento senti la presenza del Signore nella tua vita?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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