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Obbedienza al diminuire

commento di Lc 10,38-42, a cura di

Foto di Nappiness su Pixabay

Sempre il solito dannato lunedì,
la città si sveglia e va al lavoro,
sembra di essere formiche che sprecano le vite
fingendosi farfalle in volo.

Pinguini Tattici Nucleari, Burnout

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 10,38-42)

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.

Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.

Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».


Mi lascio ispirare

Capita a volte di sentirsi affogare, risucchiati dal vortice degli impegni di studio o di lavoro, incastrati tra gli ingranaggi del quotidiano. Persino la vita spirituale può non sfuggire all’esperienza di questo declivio. Scegliamo di dare tempo al Signore – e per analogia, alle persone a cui vogliamo bene – e scopriamo che il nostro entusiasmo e la nostra generosità ci hanno portato a una palude di affanni e di preoccupazioni.

Qui due sorelle incontrano Gesù. Marta appare subito sulla scena, prende l’iniziativa, invita Gesù: gli apre le porte di casa e crea le condizioni dell’incontro, per sé e per la sua famiglia. Poco tempo dopo, qualche riga dopo, è richiamata, quasi blandamente rimproverata. Che cosa è accaduto nel mezzo? Un sentimento di frustrazione lentamente è cresciuto nella donna e si è trasformato in lamentela verso la sorella. Come a Marta, anche a noi, può capitare talvolta di sperimentare la disconnessione tra gli esordi e gli esiti delle scelte di generosità e di servizio.

Può persino sorgere il dubbio: forse ho sbagliato, se ora mi sento soffocare? Forse ho sbagliato, se ora, invece di sentirmi felice e rigenerato, consolato e in pace, vivo rancore e amarezza?

La parola di Gesù, che stima ed apprezza Marta, suggerisce un criterio di discernimento e rilettura del suo sentimento. In Maria, Marta e il lettore del Vangelo possono vedere colei che sa scegliere: di non affastellare impegni, di non accumulare stimoli, di non sovraccaricarsi di lavori, di non aggiungere “buona azione” a “buona azione”.

Maria sceglie la disciplina della rinuncia, il rigore della semplicità, la vertigine del tempo libero per dare spazio alla voce del Signore. L’obbedienza al diminuire, per esercitare l’arte dell’ascolto. Da un lato, l’idea che il valore personale dipenda dalla quantità degli appuntamenti segnati in agenda. Dall’altro lato, la scoperta che il “poco”, con il Signore, basta.

Diego Mattei SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quando ti sei sentito/a soffocare dagli impegni presi? Cosa hai provato, pensato e agito?

Quale spazio di tempo lasci al Signore nelle tue giornate?

Cosa ti aiuta a “rinunciare” al molto, per vivere con più profondità alcune esperienze?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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