Con lo sguardo verso il cielo

«Ospite ateniese, ai nostri orecchi è giunta la tua fama, che è grande sia a causa della tua sapienza sia per i tuoi viaggi, dato che per amore di conoscenza hai visitato molta parte del mondo: perciò ora m’ha preso un grande desiderio di chiederti se hai mai conosciuto qualcuno che fosse veramente il più felice di tutti». Faceva questa domanda perché riteneva di essere lui l’uomo più ricco, ma Solone, evitando l’adulazione e badando alla verità, rispose: «Certamente, o Signore: Tello di Atene». Creso rimase sbalordito da questa risposta, e lo incalzò con un’altra domanda: «E in base a quale criterio giudichi Tello l’uomo più felice?». Solone spiegò: «Tello in un periodo di prosperità per la sua patria ebbe dei figli sani e intelligenti e tutti questi figli gli diedero dei nipoti, che crebbero tutti; lui stesso, poi, già così fortunato in vita a mio giudizio, ha avuto la fine più splendida: durante una battaglia combattuta a Eleusi dagli Ateniesi contro una città confinante, accorso in aiuto mise in fuga i nemici e morì gloriosamente; e gli Ateniesi gli celebrarono un funerale di stato nel punto esatto in cui era caduto e gli resero grandissimi onori.
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Lc 10,17-24)
In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».
Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».
Mi lascio ispirare
Tutto quello che ci viene detto dal mondo sembra essere: vince il più forte, chi non ha scrupoli ha capito il vero meccanismo per avere successo nella vita. La vediamo dappertutto questa verità, e in effetti, come i primi discepoli che si sorprendono delle loro capacità dopo una vita ad essere gli ultimi, sembra che qualsiasi piccolo potere sia abbastanza per corrompere gli uomini; anche quello di un adulto si un bambino, o un insegnante con l’alunno, o un piccolo manager con i sottoposti. Non ci siamo abituati, e possiamo illuderci di esserne immuni.
Ma Gesù dice qualcosa che sarà sempre rivoluzionario per il mondo, ora come allora: chi comincia a imboccare il tunnel del potere, tentando di trovare l’oro sottoterra, perde di vista il cielo, da dove arriva lo sguardo d’amore del Padre. È uno sguardo che avvolge tutti, gratuitamente, non c’è bisogno di studiarlo per riceverlo.
Chi rimane piccolo è quello che veramente ha successo: la felicità in questa vita non è preclusa a nessuno, anzi, è fatta per chi dona se stesso, per chi cerca la relazione con l’altro e con il Padre. Alla fine della vita non saremo felici per i soldi accatastati o per le posizioni di prestigio, ma per chi ci è rimasto accanto, per il bene che abbiamo visto fiorire dal nostro seme: questo è ciò che rimane veramente, ed è alla portata di chi sta con i piedi a terra e lo sguardo verso il cielo, verso quel Padre che ci vuole bene e che ha scritto i nostri nomi vicino a lui. Beati quegli occhi!
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
In quale ambito della vita hai qualche potere sugli altri? Come lo gestisci?
Quando nella vita ti sei sentito contento di quello che avevi?
Che significa per te rimanere piccolo, oggi?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.