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Indicazioni di vita

commento di Lc 10, 1-12, a cura di

Foto di Gabriele Bernabini

Voli imprevedibili ed ascese velocissime,
traiettorie impercettibili,
codici di geometria esistenziale.

Franco Battiato, Gli uccelli

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 10, 1-12)

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.

Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.

In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.

Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».


Mi lascio ispirare

Forse anche i discepoli in partenza avevano paura di non trovare accoglienza e cibo. Avrebbero preferito riempire lo zaino e le tasche di pesi a garanzia di ogni possibile imprevisto. Gesù chiede qualcosa di controintuitivo: viaggiare leggeri, senza borsa, né sacca, né sandali, palesemente vulnerabili, come un agnelli in mezzo ai lupi.

Che paura del futuro bisogna avere, per avere queste preoccupazioni. Magari è capitato di incontrare, proprio tra chi non ha le stesse comodità, le fortune o la salute di cui godiamo noi, persone ancora più gentili, dignitose, interessanti e vere. Pronte a condividere tutto ciò che possono, lasciandoci nella semplicità una frase, uno sguardo o un sorriso che ci ricordiamo ancora. Potrebbe aver dato un bel senso di libertà e leggerezza, seguito da uno straniamento nel ricevere questo da persone apparentemente meno fortunate e non capire cosa ci manca.

Adesso le parole di Gesù risuonano diversamente: non sono una condanna alla privazione, ma una proposta di libertà.

Proprio perché non manca nulla chiedere la Grazia di essere stupiti dall’abbondanza della provvidenza, senza “passare da una casa all’altra” accumulando cose, sicurezze, relazioni, stimoli, attività.

Se non si ha mai bisogno di nulla, si finisce per non incontrare davvero l’altro. La cosa più difficile non è dare, ma lasciarsi accogliere, essere ospiti. «Mangiate quello che vi sarà offerto» comporta accettare di non controllare il menù, i tempi, le regole della casa e dipendere dalla generosità altrui.

Non siamo soli ma mandati «a due a due», in una missione che non è solo degli apostoli ma per tutti: seminare Pace nelle case, senza preoccuparsi di cosa cresce. Il valore del bene dato non dipende dalla reazione altrui. Quanto lavoro c’è nella messe della vita: progetti, problemi e ambiti che sembrano avere bisogno di noi. Possiamo tornare a lavorarci col cuore colmo di gratitudine e commossi per il bene che possiamo essere gli uni per gli altri.

Gabriele Bernabini


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Nel viaggio della mia vita cosa mi spaventa di più del futuro?

In quali aspetti faccio più fatica ad accogliere e lasciarmi ospitare?

Quali ambiti del mio quotidiano richiedono semi di Pace?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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