Un cammino per vivere

Now that I know what I’m without
you can’t just leave me.
Breathe into me and make me real,
bring me to life.
Ora che so cosa mi manca
non puoi lasciarmi.
Respira in me e rendimi reale,
riportami in vita.
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Lc 9,57-62)
In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».
Mi lascio ispirare
Un gruppo di persone in cammino verso Gerusalemme e, tra di loro, Gesù che dialoga con tre diversi discepoli. Un dialogo che rappresenta due movimenti diversi dell’anima, uno che conduce a Gerusalemme, accompagnati da Gesù, e l’altro, invece, che frena.
Ognuna delle persone di cui parla richiama un’emozione.
L’euforia di chi vuole partire subito, costi quel che costi, pur di seguire qualcuno che sente autentico – e poi si blocca per la paura di lasciare qualcosa o qualcuno a casa.
La sorpresa nel sentire l’invito a vivere in modo diverso – e poi la difficoltà di vivere le relazioni senza possedere.
La soddisfazione di scegliere di seguire una vita autentica, rappresentata da Gesù – che però viene contrastata dalla tentazione di vivere nei ricordi.
La grazia è di riconoscere nelle relazioni e amicizie autentiche ogni incoraggiamento a superare queste tre difficili tentazioni.
In questo cammino verso Gerusalemme Gesù invita a guardare alla propria storia personale, così unica e originale, e a liberarsi da ciò che renderebbe il cammino ancora più faticoso.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Quale emozione mi colpisce di più nei tre dialoghi?
In quale dialogo vorrei esser d’aiuto, assieme a Gesù?
Quale emozione prevale in questo gruppo in cammino?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.