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Oltre l’io, oltre il noi

commento di Lc 9,46-50, a cura di

Mollie Sivaram su Unplash

Voglio che ci sia un posto nel mondo dove le persone possano rapportarsi con le reciproche differenze in un modo che sia salvifico, pieno di speranza e di possibilità.

bell hooks

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 9,46-50)

In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.

Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi, infatti, è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».

Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».


Mi lascio ispirare

Anche noi spesso ci troviamo a litigare perché vogliamo essere più grandi degli altri.

Gesù però, anche questa volta, rovescia le carte sul tavolo: la vera grandezza non sta né nell’affermare il nostro «io» a tutti i costi, nel voler essere sempre al centro, né nell’affermare il nostro «noi», quando pensiamo che chi non è come noi, non parla come noi, non appartiene al nostro gruppo, valga meno.

Al centro, infatti, non c’è il nostro io né il nostro noi: c’è Gesù, che è per tutti e tutte. E Gesù è quell’amore che non domina, non prevale, non esclude. È un amore che crea comunione nella libertà e nella diversità.

Forse allora la vera grandezza sta proprio nei nostri limiti, quando diventano luogo di incontro, di aiuto e di crescita. È lì che smettiamo di metterci gli uni sopra gli altri e impariamo a essere, davvero, comunità.

Tomaso Roncallo


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Chi sono le persone che faccio più fatica ad accogliere perché sono diverse da me?

Chi sono le persone con le quali entro facilmente in competizione?

Quali miei limiti faccio più fatica ad accettare e cosa succede alle mie relazioni quando provo, invece, a nasconderli o a difenderli?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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