Chi sei per me, maestro?

L’incontro con l’altro non avviene attraverso le opinioni o le idee, ma attraverso la condivisione di una storia e la memoria delle esperienze vissute.
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Lc 9,18-22)
Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».
Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Mi lascio ispirare
In un momento molto intimo della sua vita, mentre si ritira in preghiera per ascoltare la voce del Padre, Gesù coglie l’occasione per porre ai discepoli una domanda sulla sua identità. Non lo fa per farsi influenzare dalle opinioni altrui o dalle dinamiche umane, ma usa questo spunto per creare una connessione profonda con i suoi, stimolandoli a porsi la stessa domanda circa la sua identità più profonda.
I discepoli vengono così invitati a riflettere su chi sia Gesù per loro, a fare memoria del percorso compiuto fino a quel momento e di tutto ciò che hanno potuto vedere e ascoltare attraverso le parole pronunciate e le opere compiute da lui lungo le strade della Galilea, così da giungere a una loro risposta personale.
Anche per noi oggi si rinnova la stessa possibilità: interrogarci personalmente su chi sia Gesù per noi, attraverso l’esperienza che abbiamo fatto di lui nella nostra vita quotidiana.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
In quale situazione/relazione sento di avere la possibilità di fare un’esperienza profonda di Dio?
Cosa significa per me vivere la mia relazione personale con Dio?
Che sentimenti mi abitano quando percepisco la presenza viva di Dio nella mia vita?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.