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Riorientare la propria vita verso Dio

commento di Lc 8,19-21, a cura di

Foto di jplenio su Pixabay

Non appena ho creduto che un Dio esisteva ho capito che non potevo fare altro che vivere solamente per lui

Charles de Foucauld

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 8,19-21)

In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.

Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».

Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».


Mi lascio ispirare

Nel mondo sociale di Gesù (e di Luca), l’appartenenza alla famiglia era uno degli elementi fondamentali nel determinare l’identità e il ruolo di una persona. Per questo, quando Gesù chiama come discepoli persone disposte a lasciare tutto per stare con lui, propone una scelta socialmente e politicamente sovversiva.

La buona notizia del Regno di Dio chiede infatti un riorientamento della nostra percezione del mondo e del nostro modo di viverci, a partire da una convinzione fondamentale: Dio è il centro di tutto.

Una simile visione, accompagnata da pratiche che possono distaccare uomini e donne dalle loro famiglie, crea inevitabilmente tensioni e suscita opposizione. Il ministero di Gesù sta così costituendo una nuova famiglia che accoglie tutti coloro che orientano la propria vita intorno alla parola di Dio: una parola che rivela la verità dell’essere al mondo, mette in discussione le convenzioni e afferma la vita.

Se a volte rischiamo di dimenticare la radicalità del Vangelo e il modo in cui la fede ci invita a un continuo riorientamento della nostra esistenza verso il Dio della vita, sono molti i testi evangelici che, come questo, ci provocano. Ci invitano a riorientare la nostra percezione del mondo, i nostri desideri, le nostre paure e le nostre diffidenze; ci invitano a riconoscere e a purificare quegli aspetti della nostra vita che possono esprimere freddezza, indifferenza o distanza da Dio, oppure ostacolare il nostro rapporto con lui.

Piero Loredan SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Come mi sento nel lasciarmi scuotere dalla forza e dalla radicalità di queste parole?

Quali aspetti della mia vita sono chiamato oggi a riorientare per mettere Dio più al centro?

In che modo la mia fede interpella la mia vita?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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