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Una comunità in cammino

commento di Lc 8,1-3, a cura di

Foto di Vladislav Babienko su Unsplash

Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi.

Italo Calvino

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 8,1-3)

In quel tempo, Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio.

C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.


Mi lascio ispirare

Luca ci mostra in pochi versetti uno stile di Gesù che diventa poi stile della Chiesa. Gesù cammina di villaggio in villaggio. Ha il desiderio di portare a tutti la buona notizia del Regno di Dio e non si ferma alla prima città.

Come una gioia immensa non si può fermare al primo annuncio, così il Vangelo è destinato ad arrivare a tutti e a ciascuno, lì dove ci si trova. È Gesù che cerca e che trova. Questo deve essere lo stile della Chiesa, che come Gesù ha il dovere di annunciare a tutti che Dio ci ama e che vuole stare vicino al suo popolo.

Questo viene sottolineato dal fatto che i Dodici, la prima Chiesa, stanno con lui, lo seguono, creano una relazione. Ecco il primo nostro obiettivo: creare una relazione con Cristo che ci porti a condividere con tutti l’amore di Dio. Questo non è sempre facile, è, appunto, un cammino da percorrere, ma non da soli. Da percorrere con Gesù che si è fatto nostro amico.

Infine troviamo accanto a Gesù anche delle donne, cosa alquanto anomala per il periodo in cui vive. Le donne non dovevano nemmeno seguire la legge mosaica. Ma qui abbiamo un ribaltamento: non solo sono ‘ammesse’ a seguire un maestro, ma ne sono, diciamo così, la parte accogliente, coloro che danno non solo la loro vita ma le loro risorse economiche per portare avanti il messaggio evangelico.

Quasi non importa cosa possiamo fare noi per la Chiesa, l’importante è la sequela di Cristo, ognuno portando avanti il proprio ministero, qualsiasi esso sia: possiamo raggiungere la nostra piena realizzazione se siamo prima di tutto discepoli di Cristo, qualsiasi cosa riusciamo a compiere in questa vita.

Alessandro Di Mauro SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quale carisma mi sento di poter mettere a disposizione della Chiesa?

In che modo riesco ad essere annunciatore della parola di Dio per le persone che incontro durante la mia vita?

Quale gioia è stata per me accogliere la parola di Dio?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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