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L’arte lenta della riconciliazione

commento di Mt 18, 15-20, a cura di

Foto di Marco Bianchetti su Unsplash

Rispondendo all'odio con l'odio non si fa altro che accrescere la grandezza e la profondità dell'odio stesso.

Mahatma Gandhi

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 18, 15-20)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».


Mi lascio ispirare

“Questa volta me la paga….”. Quante volte noi, o qualcuno vicino a noi, abbiamo pronunciato questa frase, sospesa come una ghigliottina pronta a tagliare teste, per esprimere tutto il furore contro chi ci aveva fatto un torto. È una situazione che conosciamo bene. Così bene che quasi viene naturale poi aggiungere, quasi a scusarci, “in fondo è umano arrabbiarsi…”.

Le parole di Gesù mostrano una via di umanità alternativa. È l’umanità che pratica l’arte lenta della riconciliazione e la tesse con i fili della pazienza e delle responsabilità, delle risposte date e ricevute in un confronto che s’allarga in cerchi via via più ampi. Smentendo il luogo comune che confonde il perdono con l’oblio, la pagina del Vangelo di oggi indica una via di confronto progressivo e non si arrende al primo tentativo. Dove la parola di uno non basta, forse quella di due o tre può raggiungere l’obiettivo della pace. E se nemmeno quella di pochi riesce a riconciliare, è necessario il coinvolgimento della comunità, perché lo strappo che divide due persone riguarda e raggiunge tutti. Tutto questo richiede tempo e pazienza, arte antica di chi dà valore a ciò che valore ha.

Con Gesù è possibile un mondo nel quale non venga minacciata alcuna ghigliottina e sul tavolo, intorno al quale ci si siede per parlare, sia posta una clessidra, che scandisce il tempo per la parola giusta, al momento giusto, nel contesto giusto. Questa è l’umanità desiderata dal Signore.

Diego Mattei SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quando ti viene fatto un torto, cosa ti aiuta a prenderti del tempo per pensare a quel che è avvenuto?

Quando senti che ti è stato fatto un torto, cerchi qualcuno che ti aiuti a capire le ragioni dell'altro?

Che cosa ti potrebbe aiutare a cambiare punto di osservazione?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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