Passa al contenuto principale

Senza riserve

commento di Mt 16,21-27, a cura di

René Magritte, Le affinità elettive (1933)

Se mi lasci libera, mi hai già insegnato come restare.

Emily Dickinson

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 16,21-27)

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.

Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va' dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?

Perché il Figlio dell'uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».


Mi lascio ispirare

Mani chiuse, mani serrate. Mani che trattengono nella convinzione e nel desiderio di proteggere, di prendersi cura. Quante volte il nostro amore ha trasformato in gabbie le campane di vetro dei nostri preziosi?

Come Pietro ci siamo aggrappati agli oggetti del nostro affetto, come Pietro abbiamo temuto distacchi e assenze. Ma l’amore è dono di libertà e mai può essere motivo di blocchi, chiusure, trattenute. Benché talvolta chiudere ci sembri il solo modo di proteggere, nonostante la gelosia paia in alcuni casi l’unica possibile manifestazione del valore di un legame, malgrado da sempre ci troviamo abituati a preservare col non uso quanto di prezioso possediamo, l’amore è quotidiano, concreto, fatto ogni giorno. Con sacro timore, con piena attenzione, ma soprattutto con coraggio.

Non viviamo allora le relazioni nella paura della perdita. Andremo via tutti, dire «questo non accadrà mai» è negare l’evidenza, non accettare la realtà. Viviamo in pienezza la strada condivisa, portando con noi la croce a noi affidata e spartendoci i pesi quando necessario. Tentare di salvare la nostra vita racchiudendola in ambienti sterili non è che uno sterile ossimoro: togliere la vita dalla vita perché la vita non ne sia sciupata.

Serbando la delicatezza necessaria nel maneggiare quanto di più prezioso ci sia stato concesso, viviamo in pienezza, spendiamoci, non risparmiamo nulla – e allora la nostra vita sarà davvero salvata.

Verena M.


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In quale luogo della tua vita senti di essere chiamato a spenderti di più?

Quale tuo prezioso hai rischiato di soffocare?

In quale occasione hai vissuto l'amore come forma di libertà?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

TAG | |