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Poco per te, tanto per gli altri

commento di Mt 14,13-21, a cura di

immagine creata con chatgpt

La vera generosità verso l'avvenire consiste nel dare tutto al presente.

Albert Camus

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 14,13-21)

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.

Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».

E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.

Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.


Mi lascio ispirare

Gesù ha appena saputo della morte di Giovanni Battista e cerca un luogo deserto. Ha bisogno di fare i conti con una ferita, ma trova una folla ad attenderlo. Avrebbe ogni ragione per difendere la propria solitudine. Invece guarda e si lascia raggiungere. Il dolore può rinchiuderci, convincerci che ogni richiesta da parte degli altri sia un’invasione. Oppure può affinare lo sguardo. La compassione nasce quando non usiamo la nostra ferita come diritto per smettere di vedere.

Sul far della sera, i discepoli colgono il problema: è tardi, il luogo è isolato, la gente ha fame. Propongono che ciascuno provveda per sé. È ragionevole. Gesù li trattiene dentro la situazione: «Voi stessi date loro da mangiare». Hanno cinque pani e due pesci, quasi nulla. Quando il bisogno è grande, il poco ci sembra inutile; così lo tratteniamo e lo usiamo come alibi. Ma il limite restituisce dà una misura concreta della nostra responsabilità. Il vero ostacolo non è sempre la mancanza. A volte è la paura che, aprendo la mano, non resti più nulla per noi.

Gesù prende il pane, lo benedice, lo spezza e lo consegna. La benedizione riconosce nel poco una possibilità che la mente calcolatrice non vede. Poi il pane viene spezzato, perché ciò che resta chiuso può essere conservato, ma non può nutrire. Anche noi vorremmo amare senza essere coinvolti e condividere senza perdere sicurezza. Ma la vita cresce passando di mano in mano.

Oggi non ti è chiesto di risolvere ogni fame. Ti è chiesto di non congedare troppo in fretta chi hai davanti. Guarda ciò che hai: un’ora, una telefonata, un posto a tavola, una parola che non umilia. Scegli una cosa e mettila in circolo. La pienezza non nasce dall’avere tutto, ma dal non trattenere il bene che può ancora diventare vita.

Flavio Emanuele Bottaro SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quale dolore stai trasformando, forse senza accorgertene, in una ragione per non vedere chi ti sta davanti?

Quali sono le persone che intorno a te stanno chiedendo di essere viste?

Quale parte del tuo poco puoi sottrarre oggi alla sua forma privata e mettere in circolo?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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