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Con i suoi occhi

commento di Mt 14,1-12, a cura di

Foto di Gabriele Bernabini (Piazza Maggiore, Bologna)

Ha detto tante cose che non ha mai fatto, e ha fatto tante cose che non ha mai detto.

dal film Big fish

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 14,1-12)

In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!». Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta. Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre. I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.


Mi lascio ispirare

Qual è il valore di un giuramento? È importante per definizione, non per la promessa in sé quanto per le dinamiche che innesca. Erode lo rispetta ciecamente, usando la parola data come scusa per spegnere il dialogo interiore con i sentimenti che lo muovono. Lo sa bene il male che sfrutta la sua paura di perdere la reputazione e passa attraverso l’insospettabile richiesta di una figlia. Un re che, prigioniero del suo stesso potere, nasconde i nodi del suo animo – i dubbi sul bene e il male, il peso delle aspettative degli altri – che rimangono dentro e lavorano, finendo per fargli commettere delle atrocità. Trascinato dagli eventi diventa spettatore passivo della sua vita.

Chiedo la grazia di vivere un amore non cieco, che faccia fare i conti con le proprie contraddizioni: ammetterle, esplorarle, accettarle; che aiuti a comprendere la qualità dei pensieri dai quali nascono le scelte. Un bene che trasformi l’invidia di Erode per Gesù in un modo sano di vivere il desiderio di essere amati, che mi insegni a relazionarmi con quelle parti di me che, pur potendo non piacere agli altri, sono veri segni della mia autenticità.

Un amore da vivere anche quando si subiscono ingiustizie, come è accaduto a chi voleva bene a Giovanni. Che doni di giudicare non le persone, ma il male che le muove, ed essere capaci di un amore grande persino in momenti così. Se si ragiona come lui, Dio aiuta anche a mantenere le promesse più importanti, come quella di voler amare fatta a sé stessi.

Questo il vero riconoscimento da cercare: il Suo.

Gabriele Bernabini


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Chi sono oggi i commensali che condizionano le mie scelte profonde?

Quali tratti della mia autenticità rischio di nascondere incatenato da giuramenti e promesse?

Dove sento di giocare il mio potere sacrificando una "testa" (una verità o un valore) per difendere un'immagine di me?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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